La Maga delle Spezie
Ecco aperta la bottega della Maga delle Spezie... Qui il cliente non ha sempre "ragione"...anzi la "ragione" si perde per farsi trasportare in un viaggio fatto di sapori, consigli e curiosità...
Che dire di me?!
mercoledì 16 maggio 2012
La primavera non è primavera se non arriva troppo presto...
Non sono scomparsa...è solo che trovare 10 minuti liberi sembra essere diventata un'impresa ardua...le motivazioni sono più che plausibili fra lavoro, ristrutturazione di casa e mille altri impegni...
E mi manca terribilmente prendermi quegli attimi da dedicarti con le mie ricette, le mie sensazioni e i miei sfoghi...
Questi giorni, un pò estivi e un pò autunnali, sembrano un'imprevedibile reazione ai meravigliosi eventi che i aspettano nei prossimi mesi...
Oggi ti propongo quindi una ricetta che raccoglie profumi, colori e sapori dell'autunno...un giusto compromesso fra golosità e conforto dell'anima.
TORTA CAPRESE
Cosa ti occorre:
300 g zucchero;
400 g mandorle (di cui 200 g pelate e 200g intere);
6 uova;
250 g di cioccolato fondente;
300 gr di burro;
1 bustina di vanillina;
1/2 bustina di lievito;
zucchero a velo (per guarnire)
Preparazione:
Trita le mandorle , quelle sgusciate più finemente, mentre quelle intere a pezzetti più grossi e mescolale a 200 gr di zucchero. Intanto taglia il cioccolato a piccoli pezzi e scioglilo a bagnomaria. Separare i tuorli dagli albumi e sciogliere in una casseruola il burro a pezzetti. Appena si è sciolto aggiungi le mandorle, lo zucchero che è rimasto, la vanillina e il lievito. Continua a mescolare e aggiungi uno per volta i tuorli e infine il cioccolato ormai sciolto.
Monta gli albumi e versane un pò per volta al composto a cui hai unito il cioccolato. Mescola delicatamente dal basso verso l'alto. Rivesti una tortiera con carta da forno e versa il composto. Inforna a 180°C per 35 - 40 minuti circa.
Una volta pronta, spolverizza con lo zucchero a velo e, se preferisci, accompagnala con un cucchiaio di panna fresca appena montata....
In attesa dell'estate...
venerdì 3 febbraio 2012
Distesa di mandorle rosolate nello zucchero e vaniglia, palazzine di torrone bianco,il mio ventre contro il tuo, e provare la dolcezza del vivere.A.B.
Guardo dalla finestra e la tela inizia a tingersi di bianco...Mi immagino Dio come un grande chef dispettoso che si diverte a spruzzare panna montata dovunque...
Ho bisogno di sentire il profumo raffinato e cremoso della spezia di cui fra poco ti parlerò...inutile dirti che è la mia preferita...
VANIGLIA
La vaniglia è un'orchidea originaria del Messico, i cui frutti, ossia i baccelli, producono la spezia che porta il suo stesso nome.
La vaniglia naturale sviluppa il proprio profumo attraverso diversi tipi di composti aromatici tra questi, però, è la molecola di vanillina che forma e caratterizza l'aroma della vaniglia.
La qualità migliore è rappresentata dalla vanille givrée (vaniglia brinata): la vanillina si è cristallizzata in superficie in efflorescenze leggere. È la vaniglia con la profumazione più intensa e delicata. Le qualità meno pregiate sono utilizzate prevalentemente per la preparazione dell'estratto di vaniglia o la polvere di vaniglia. Il primo è ottenuto per macerazione di baccelli nell'alcool, la polvere mediante frantumazione dei baccelli.
La vaniglia in baccelli si conserva in luogo fresco e asciutto, in vaso di vetro sigillato per mantenerne più a lungo l'aroma. Se dovessi usare i semini per qualche ricetta, tieni il baccello immerso nello zucchero, ne ruberà il profumo.
Le varietà di vaniglia più conosciute sono:
Vaniglia Bourbon che presenta lunghi baccelli di una qualità eccezionale e si sposa perfettamente con la cannella, l'anice, il chiodo di garofano, lo zenzero e il cardamomo.
Vaniglia Tahiti presenta baccelli di colore marrone scuro, molto carnoso e spesso. (I migliori lunghi 15–18 cm). Il profumo è delicato e caldo, zuccherato come un pan di spezie, nello stesso tempo sviluppa una nota fruttata alla prugna.
Vaniglia Tahitensis presenta baccelli lunghi e spessi, una lunghezza di 18–19 cm. Il suo profumo è speziato, caldo, con un nota di anice. La vaniglia Tahitensis prodotta in Papua Nuova Guinea è considerata tra le migliori vaniglie al mondo.
USO IN CUCINA: Se nella cucina orientale ed africana la vaniglia si può trovare anche in alcuni piatti salati, in quella italiana il suo impiego avviene esclusivamente in pasticceria: si usa per aromatizzare la cioccolata, il latte o la panna (togliendo il baccello ad ebollizione avvenuta), le torte, i gelati, le bevande ed i liquori. Se utilizzato per insaporire creme o salse, passato sotto l'acqua corrente ed asciugato con cura, può essere anche reimpiegato successivamente.
PROPRIETA': La vaniglia ha proprietà stimolanti ed antisettiche, è altamente afrodisiaca ed è da molti considerata la più deliziosa tra tutte le spezie. La vaniglia si affermò come nutrimento eccitante soprattutto nel '700, quando con la cioccolata divenne di gran moda. Nel secolo successivo, gli studiosi ne identificarono le proprietà stimolanti ed antisettiche che agivano su stomaco e organismo. Ancora all'inizio del Novecento, i medici consigliavano l'essenza per superare la frigidità sessuale, e una ricerca condotta sugli operai che lavoravano la vaniglia avrebbe dimostrato come tra gli effetti collaterali della malattia professionale del "vanillismo" ci fosse anche l'incessante eccitazione sessuale, coronata da numerosa prole. Secondo studi più recenti la vaniglia agirebbe anche da antidepressivo per la presenza di molecole molto affini ai feromoni umani.
CURIOSITA': 1) Un baccello di qualità deve poter essere attorcigliato a un dito senza danneggiarsi;
2) Alcuni seguaci della teoria della "segnatura", identificarono l'efficacia afrodisiaca della pianta nell'assimilarne la forma dei bulbi ai testicoli maschili; altri invece misero in relazione il termine spagnolo "vainilla", dal significato di "fodero", con l'organo sessuale femminile;
3)La vaniglia è la sola orchidacea che dà frutti commestibili. I fiori devono essere fecondati manualmente e la preparazione dei baccelli richiede un lavoro molto lungo che può essere effettuato soltanto manualmente e da persone molto esperte.
Dopo avervi snocciolato qualche informazione su questa spezia, è mio dovere suggerirti una ricetta che mi hanno consigliato, ma che non ho avuto ancora il tempo di preparare...
CUPCAKES ALLA VANIGLIA
Cosa ti occorre: 2 tazze di farina - 2 cucchiai di lievito in polvere - 1 tazza e 1/4 di burro - 1 tazza e 1/2 di zucchero - 6 uova grandi - 1/3 di tazza di latte; mezzo baccello di vaniglia ed mezza fialetta di essenza
Per la glassa: 8 cucchiai di burro a temperatura ambiente - 3 cucchiai di latte intero - 1 cucchiaio di estratto di vaniglia - 2 tazze di zucchero a velo - mezzo baccello di vaniglia
Preparazione: Preriscalda il forno a 180° C e metti la carta da forno in una teglia per 12 muffin. Passa al setaccio la farina e il lievito, aggiungi il burro a temperatura ambiente, lo zucchero, le uova, il latte e la vaniglia. Sbatti con un mixer per circa 3 minuti fino a far diventare soffice l'impasto. Dividilo per i 12 stampi e cuoci per circa 25/30 minuti, finché non saranno dorati. Lasciali raffreddare del tutto prima di "incipriargli il naso" con la glassa. Prepara la glassa sbattendo il burro, il latte e la vaniglia fino ad avere un impasto omogeneo. Con il mixer tenuto a una bassa velocità aggiungi a poco a poco lo zucchero a velo e sbatti fin quando la glassa è abbastanza compatta...
Per me sono gioielli al pari di 2 orecchini Bulgari...
giovedì 12 gennaio 2012
Il vino mi ama e mi seduce solo fino al punto in cui il suo e il mio spirito si intrattengono in amichevole conversazione. H.Hesse
Segui il ragionamento: sei triste, a cosa pensi? Vuoi condividere un momento felice, a cosa pensi? Vuoi fare una comunicazione importante, a cosa pensi?Chissà perché il cibo è sempre il comune denominatore dei nostri stati d'animo, come un amico paziente e pronto all'ascolto, come qualcuno pronto a consolarti se ti scende qualche lacrima, come una mamma che ti abbraccia quando sei felice...
La bevanda che ti propongo è quella con la quale adesso mi relazionerei per il mio umore, dalla quale vorrei un abbraccio:
VIN BRULE'
Cosa ti occorre:
per 4 persone
100 cl di vino rosso
un cucchiaio di miele
80 g di zucchero
Alcuni chiodi di garofano
1/4 noce moscata
1 pezzetto di cannella
1 scorza di limone
6 o 7 semi di cardamomo
Preparazione:
Prendi un pentolino, versaci il vino rosso, il miele, la cannella, chiodi di garofano, la noce moscata, i semi di cardamomo, lo zucchero e la scorza di limone.
Fallo sobbollire e non appena i vapori d'alcool cominciano a salire e lo zucchero si è sciolto, prendi un fiammifero e fai un flambé...attendi che finisca di fiammeggiare, filtra e servi.
Porta la tazza a letto e buonanotte...
martedì 20 dicembre 2011
"Tutto è relativo in questo mondo. Chiedi un po' alle oche e ai tacchini la loro opinione sul Natale" P.W.
Chissà perché quando mi capita di maneggiare polli, oche, capponi e galline, mi rivedo in questo filmato di Julia Child...E' buffo avere a che fare con questi volatili spennati...
FASE 1: massaggiarne la carne quasi come fossero le spalle di tuo marito (forse anche più sode...)
FASE 2: preparare la farcia (più saporiti sono gli ingredienti, più gustoso sarà il risultato)
FASE 3: lenta, lenta e dolce cottura per mantenere tenera la carne...
Non avere paura di cimentarti in questa preparazione perché oltre alla semplicità, troverai molto soddisfacente immergere la mano piena di farcia all'interno del cappone (è una sorta di anti-stress da massaia!) e proverai un certo sadico piacere nel servirlo trionfalmente a Natale, leggendo negli occhi dei tuoi commensali l'attesa ripagata e la voglia di assarlirlo a morsi...
E poi, diciamola tutta...il cappone a Natale, sulla tavola imbadita, fra sfumature dorate e argentate, è il re indiscusso. Svetta dall'alto della sua crosticina croccante, profuma di "famiglia" e scalda anche i cuori degli Ebenezer Scrooge più convinti.
Cosa ti occorre:
1 cappone
120 gr. di salsiccia
120 gr. di prosciutto crudo
80 gr. di parmigiano
2 tuorli
1 cucchiaio di pistacchi snocciolati e non salati
1 sedano
1 cipolla
2 carote
latte q.b.
100 gr. pane
1 kg di patate
chiodi di garofano
sale
pepe
Preparazione:
La farcia:
Ammorbidisci il pane nel latte, aggiungi la salsiccia senza budello e il prosciutto crudo. Dai struttura all'impasto con il parmigiano e i tuorli d'uovo. Conferisci croccantezza con i pistacchi e dolcezza con mezza cipolla che hai precedentemete rosolato in una noce di burro.
A questo punto arriva la fase dell'anti-stress della massaia! Metti la farcia nel cappone, premendo bene con la mano per evitare che vi siano degli spazi vuoti. Assicurati di chiudere il buco con uno spago per alimenti e, con lo stesso, fissa le zampe.
Cottura:
E' arrivato il momento di preparare il brodo con l'acqua, gli odori (sedano, carote e l'altra mezza cipolla), le patate e i chiodi di garofano. Quando l'acqua bolle, immergi il cappone nell'acqua fino a coprirlo completamente. Fai cuocere per un'ora e mezzo/due ore e quando è pronto, toglilo dall'acqua, asciugalo come un bimbo dopo il bagnetto e inizia ad affettare.
Servi su un bel piatto da portata, (ti suggerisco di non affettarlo tutto per dare maggiore effetto scenico alla tua entrata) e bagna con un pò di brodo.
- 4 alla Vigilia....
mercoledì 14 dicembre 2011
"A volte bisogna usare le spezie sbagliate per ottenere l'effetto desiderato" (Un tocco di zenzero, 2003)
Stasera/stanotte proseguo il mio viaggio alla scoperta di curiosità, luoghi e profumi delle spezie...proponendoti di impiegarle in cucina valorizzando i tuoi piatti.E' il turno del Cardamomo...una spezia che cresce spontanea o in piantagioni nelle foreste tropicali dell'India del sud e dello Sri Lanka, ha grandi foglie a forma di lancia e fiori bianchi e gialli con venature color porpora. Sulla sommità degli steli si trovano le capsule, verdi e tondeggianti, ognuna delle quali contiene circa una ventina di piccoli semi scuri aromatici.
Il cardamomo e' venduto al naturale nel suo guscio oppure in polvere. Esiste in commercio anche un tipo di capsule di colore bruno che non sono pero' di primissima qualità. Questa spezia va conservata in contenitori ermetici, al buio e al riparo dall'umidita'.
L'aroma del cardamomo è forte e piccante: ricorda la scorza del limone e l'eucalipto. In cucina, e' ampiamente usato nei paesi arabi per aggiungere un tipico sapore dolce ed intenso a svariate pietanze e per preparare il "qahwa", il famoso caffe' arabo: l'uso di bere il qahwa e' cosi' radicato che anche gli arabi occidentalizzati si rifiutano di abbandonarlo (se lo vuoi provare, basta che prima di fare il caffe' aggiungi alla polvere due o tre semi di cardamomo; si serve dolcificato e con un po' di panna).
in India ed in Pakistan è usata nei piatti a base di riso, spesso associata a mandorle, zafferano ed altre spezie. In Scandinavia viene utilizzato in pasticceria (e' l'ingrediente fondamentale del "Käffebrod", un tipo di pasticcino servito solamente con il caffe'), nelle salamoie, in bevande calde alcoliche come il "glogg" ed il "punch".
In Cina viene impiegato per aromatizzare piatti di carne arrostita e nel Vietnam come ingrediente nel brodo per la minestra di tagliatelle detta Phở.
Infine, è anche uno degli ingredienti del curry e del "garam masala", una miscela di spezie largamente usata in Oriente.
In Italia non è ampiamente utilizzato, ma conferisce un sapore particolare a liquori ed amari.
Le proprieta' terapeutiche del cardamomo sono: stimolanti, carminative (favorisce l'espulsione dei gas intestinali) ed antisettiche; i suoi semi, inoltre, sono utili nei problemi digestivi.
Disciolto nell'acqua e respirato col naso, può costituire una valida soluzione per liberare le vie aeree e la chiusura delle vie nasali e contrastare la stanchezza caratteristica del raffreddore.
Il cardamomo fa bene anche all’intestino, come rimedio per l’intestino irritato. Se ne possono ricavare infusi e tisane utili per combattere i disturbi intestinali in cui ci si viene a trovare nei cambiamenti di stagione, per ritrovare un rinnovato benessere.
In India è largamente utilizzato per la cura di infezioni ai denti e alle gengive, per prevenire e curare malattie della gola ed alitosi, congestioni dei polmoni e tubercolosi polmonare, infiammazioni delle palpebre e anche disordini digestivi.
Curiosità:
1) Il cardamomo è una spezia nota come la terza spezia più cara al mondo (dopo zafferano e vaniglia);
2) Gli arabi ritengono che questa spezia "rinfreschi il sangue", un grosso beneficio in regioni dove la temperatura raggiunge alti livelli, e incoraggiano percio' persino i bambini a berlo;
3) Viene utilizzato come antidoto contro il veleno di serpenti e di scorpioni;
4) Alla fine dell'Ottocento fu inclusa fra i migliori eccitanti sessuali, si credeva che i semi di cardamomo aiutassero a conquistare il cuore della persona desiderata se aggiunti in una pietanza o bevanda a lei destinata.
Seguendo la tradizione italiana, volevo proporti 2 possibilità di utilizzo per questa spezia che a me piace particolarmente:
LIQUORE AL CARDAMOMO
Cosa ti occorre:
30 bacche circa di cardamomo
300 gr zucchero
500 ml acqua
1 litro alcool 90°
Preparazione:
Pesta leggermente le bacche di cardamomo, mettile a macerare in un barattolo di vetro a chiusura ermetica con l’alcool. Lascia riposare per circa un mese shakerando il barattolo di tanto in tanto.
Trascorso questo tempo, prepara il classico sciroppo di acqua e zucchero e mescolalo, dopo averlo fatto raffreddare, all'alcool ormai insaporito al cardamomo.
Versa il liquore in bottiglie di vetro con una o due bacche di cardamomo ciascuna e servi freddo dopo un lauto pasto...ti rinfrescherà il palato e addolcirà lo stomaco...

BISCOTTI SPEZIATI DI NATALE
Cosa ti occorre:
1 kg di Farina 00
1 bustina di Lievito
500 gr di Miele
un pizzico di sale
2 Uova + 1 tuorlo
250 gr di Zucchero
3 gr di Anice stellato in polvere
8 gr di Cannella in polvere
3 gr di Cardamomo in polvere
4 gr di Chiodi di garofano in polvere
3 gr di Noce moscata in polvere
8 gr di Zenzero in polvere
Burro 250 gr
20 gr di Cacao in polvere amaro
Preparazione:
In un tegamemetti il burro, lo zucchero, il miele, le spezie e fai sciogliere a fuoco basso mescolando. Quando lo zucchero si è sciolto, aggiungi il cacao amaro e fai raffreddare.
A questo punto unisci le uova mescolando per amalgamarle al resto degli ingredienti.
In una ciotola capiente, mescola la farina setacciata con il lievito, il sale e aggiungi il composto precedentemente preparato e ormai raffreddato. Impasta fino ad ottenere un composto omogeneo e liscio, poi avvolgilo nella pellicola trasparente e fallo rassodare in frigorifero per almeno 3-4 ore (va bene prepararlo anche la sera prima).
Prendi l’impasto e, un po’ alla volta fino al suo esaurimento, stendilo su di una spianatoia infarinata formando una sfoglia di circa 1/2 cm di spessore. A questo punto sbizzarrisciti con le forme natalizie che più ti piacciono: l'albero di Natale, il fiocco di neve, un cerchio da appendere con un nastrino all'albero (quello vero!)
Inforna nel forno già caldo per circa 15 - 20 minuti...sentirai che profumo di spezie
I biscottini possono essere decorati con la glassa o con il cioccolato...dai sfogo alla fantasia oppure gustali con una buona e fumante cioccolata calda o con un bicchierino di liquore alla cannella...
Buonanotte...e buon risveglio
sabato 3 dicembre 2011
"I veri paradisi sono i paradisi perduti" Marcel Proust
Stasera ti conduco in un viaggio nel passato, quando il tempo non era un problema,quando l'unica responsabilità era portare un buon voto a casa,
quando la cucina profumava di buono e le mani di tua madre sapevano di pasta frolla...
Un tempo in cui il momento della colazione o della merenda erano da condividere o con i fratelli, fra dispetti e risate, o con gli amici più stretti aspettando con molta tristezza il momento in cui i genitori sarebbero venuti a prenderli....
Tortine Paradiso
Per la crema:
200 gr di panna
2 cucchiai rasi di miele
Per le tortine:
250 gr di zucchero al velo
250 gr di burro molto morbido
150 gr di farina "00"
150 gr di fecola
6 tuorli d'uovo
2 uova intere
1-2 limoni grattugiati
1 bustina di vaniglia in polvere
10 gr di lievito per dolci
Preparazione:
Taglia a pezzetti il burro e montalo a crema con lo zucchero al velo aiutandoti con le fruste.
Aggiungi, una per volta, le 2 uova intere e continua a fare lo stesso con i tuorli.
Profuma con la scorza del limone.
Setaccia la farina con la fecola, la vaniglia ed il lievito, quindi con una spatola o un cucchiaio di legno mescolarlo al composto dal basso verso l'alto per non smontarlo.
Imburra ed infarina una teglia rettangolare e versa il composto.
Inforna a 175-180°C per circa 20-30 minuti.
Lascia raffreddare il dolce.Poi taglia in due la torta.
Monta la panna e quando è quasi pronta aggiungi un paio di cucchiai di miele liquido e continua a mescolare finchè è ben inglobato.
Spalma la torta con la panna. Ricopri con l'altra metà e riponi in frigo per un paio d'ore per far solidificare la panna.
Quando togli dal frigo, traccia con un coltello dei rettangoli da tagliare per fare le tortine e poi spolverizzale con lo zucchero a velo.
Per un effetto da "party", potresti mettere ogni rettangolino su un pirottino di carta colorata...mi piace il contrasto con il bianco candido della panna!!
Ne sento il profumo...
English version
Tonight I bring you on a journey into the past, when the weather was not a problem,when the only responsibility was to bring home a good grade,when the kitchen smelled good and the hands of your mother tasted of pastry ...
A time when the time for breakfast or a snack was a moment to share with your brothers, including teasing and laughing, or with close friends waited with great sadness when the parents were coming to take them ....
"Paradiso" cakes
For the cream:
200 grams of cream
2 tablespoons of honey
For the cakes:
250 g of icing sugar
250 grams of butter, very soft
150 g of flour "00"
150 g of starch
6 egg yolks
2 eggs
Grated lemon 1-2
1 sachet of vanilla powder
10 grams of baking powder
Preparation:
Cut the butter into small pieces and mount it to a cream with the icing sugar. Add, one at a time, the 2 whole eggs and continue to do the same with the egg yolks. Add the lemon rind.
Sift the flour with the starch, vanilla and baking powder, then with a spatula or wooden spoon, stir the mixture from the bottom up not to take it apart.
Grease and flour a rectangular pan and pour the mixture.
Bake at 175-180 ° C for about 20-30 minutes.
Whip the cream and when it is almost ready add a few tablespoons of liquid honey and keep stirring until it is well incorporated.
Spread the cake with the cream. Cover with the other half and put away in the fridge for a couple of hours to solidify the cream. When you take away from the fridge, track with a knife to cut the rectangles to make the cakes and then add the icing sugar.
For a "party" effect, put each rectangle on a colored paper, paper cups ... I like the contrast with the whiteness of the cream!
I feel the smell .....
martedì 29 novembre 2011
"[...] in una contrada che si chiamava Bengodi, nella quale si legano le vigne con le salsicce" (Decamerone VII,3)
solo la lenta agonia del mio longevo pc a rallentare il mio blog!Non bastavano lavoro, palestra (ebbene sì, ho ceduto...) a togliere tempo al mio "bambino"!
Stasera la perdita di troppe calorie, mi ha dato alla testa, quindi non posso esimermi dal pubblicare una ricetta grassa, succulenta e invernale.
Non è tipica delle mie parti e devo confessare che ho storto il naso quando me lo sono trovato a tavola: frutta dolcissima e salsiccia?!
Quando l'ho assaggiato è stata una vera festa (un after-hour) per il mio palato...poi il grasso della salsiccia mescolato alla crema di uva, fa di questo piatto, di tradizione umbra, una delle preparazioni che preferisco per la velocità della preparazione e per l'effetto che ha sui commensali!
SALSICCIA E UVA
Cosa ti occorre:
1kg salsiccia
1 cipolla
500 g uva bianca
1 bicchiere di vino bianco secco
olio extravergine di oliva
pepe nero
Preparazione:
Lava l'uva e dividi ogni acino a metà, espellendo i fastidiosi ossicini.
Scalda 2 cucchiai di olio in una padella antiaderente e fai rosolare per un paio di minuti la cipolla tritata.
Aggiungi gli acini e falli appassire a fuoco basso...a questo punto aggiungi la salsiccia (quella che preferisci...il risultato sarà comunque eccezionale)!
Versa il vino bianco e lascia evaporare a fuoco molto vivace, riabbassa la fiamma e lasciate cuocere con un coperchio per una buona oretta e mezzo, finchè non saprai più distinguere gli acini d'uva da quella squisita crema su cui sarà obbligatorio fare "la scarpetta"...
Niente fronzoli...servi, soffia sul piatto e spalanca la bocca...


